
Insonnia, Disturbi del Sonno, Morfeo
Ciao a Te,
in allegato trovi un articolo che contiene informazioni molto importanti e interessanti.
Mi hanno fornito addirittura un riassunto che trovi qui di seguito…
… questo ti aiutera’ a capire se ci sono informazioni per Te interessanti e che puoi
applicare gia’ da subito …
… le informazioni che contiene questo articolo sono preziosissime e possono fare la differenza nella vita di certi pazienti …
Leggile con attenzione ci tengo molto !!!
p.s.: questo qui di seguito e’ solo un riassunto del vero articolo che invece trovi in allegato, ti suggerisco di stampare l’articolo e di tenerlo tra i documenti preferiti…
VALERIANA, PASSIFLORA E BIANCOSPINO A RILASCIO DIFFERENZIATO
Studio clinico vs Benzodiazepine nei disturbi del sonno.
L’insonnia colpisce circa il 10-15% della popolazione adulta. Il 50-75% circa di questi soggetti presenta un quadro sintomatologico complicato da disordini neurovegetativi e somatizzazioni viscerali.
La terapia farmacologica dell’insonnia e delle sue complicanze ricorre a sedativi, antidepressivi, ansiolitici e miorilassanti, indicati per la cura dell’insonnia acuta e/o comunque di breve durata, che hanno vari effetti collaterali, soprattutto nel caso di benzodiazepine, quali assuefazione, effetto rebound alla sospensione e sonnolenza al mattino.
STUDIO CLINICO
Studio policentrico di 5 settimane che ha arruolato 60 soggetti ambosessi con diagnosi di disturbo del sonno, complicato da manifestazioni neurovegetative e somatizzazioni viscerali.
Dei 60 soggetti
- 20 erano già in terapia con una benzodiazepina (Bromazepam; 1.5 mg; 1 somministrazione la sera; Lexotan®; Roche)
- 20 erano già in terapia con un formulato a base di una benzodiazepina e di un miorilassante (Bromazepam 1.5 mg + Propantelina bromuro 15 mg; 1 somministrazione la sera; Lexil®; Roche) da almeno 1 mese
- 20 erano invece in assenza di terapia.
Questi ultimi 20 soggetti ed altri 20 provenienti in maniera numericamente equivalente dai gruppi trattati con Bromazepam (10) e con Bromazepam+Propantelina (10) sono stati trattati con NEUROFAST 1 compressa ogni 12 ore, lontano dai pasti, con la seconda somministrazione in prossimità dell’addormentamento, per 15 giorni e poi con 1 compressa/giorno.
Parametri di valutazione
La sintomatologia considerata e i parametri valutati per la diagnosi e per le visite successive erano:
1 difficoltà nell’induzione al sonno;
2 disturbo del mantenimento del sonno;
3 tachicardia e palpitazioni;
4 ansia;
5 senso di oppressione a gola e torace;
6 dolori crampiformi addominali;
7 dolori muscolari al risveglio.
Ognuno dei 7 sintomi veniva valutato con uno score secondo il seguente schema: 0= assente; 1= lieve; 2= evidente.
La rilevazione dello score clinico è stata eseguita al t=0 (arruolamento), e dopo 2 e 5 settimane.
Al momento della diagnosi tutti i 60 soggetti presentavano uno score complessivo uguale a 14.
Durante il corso dello studio un 8° parametro è stato considerato su tutti i 60 soggetti arruolati: la comparsa di sonnolenza al mattino, ritenuta essenzialmente un effetto avverso al trattamento, è stata quindi valutata a parte.
RISULTATI STUDIO CLINICO
NEUROFAST ha sostanzialmente migliorato il quadro clinico dei soggetti affetti da insonnia complicata da disturbi neurovegetativi e somatizzazioni viscerali (vedere Tab 2).
Per quasi tutti i parametri è stata riscontrata una progressiva riduzione dello score clinico, fino alla scomparsa: la tachicardia e il senso di oppressione alla gola e al torace (già dopo 2 settimane di trattamento), l’incapacità a mantenere una buona qualità del sonno, gli stati d’ansia e i dolori muscolari al risveglio.
Il prodotto è risultato anche molto attivo come preparato subentrante ad una precedente terapia con Bromazepam o Bromazepam+Propantelina, la cui sospensione immediata può talvolta condurre ad una esacerbazione della sintomatologia iniziale.
Al subentro del NEUROFAST non si è assistito ad un effetto rebound e la sintomatologia, precedentemente risolta dal farmaco, si è mantenuta entro lo stesso score clinico di risoluzione dimostrando sostanziale similitudine in termini di efficacia clinica (Tab 3).
Dopo circa 5 settimane di valutazione i soggetti trattati con i tre trattamenti presentano quadri sintomatologici assolutamente sovrapponibili.
Sostanziale invece la differenza tra i tre gruppi per quanto concerne la sonnolenza al mattino, ritenuta sostanzialmente un effetto avverso conseguente alla terapia stessa. La sonnolenza è risultata praticamente assente nei 40 soggetti trattati con NEUROFAST e molto evidente nei soggetti trattati con Bromazepam o Bromazepam+Propantelina (Tab 5).
In conclusione, in base ai risultati ottenuti, NEUROFAST può essere considerato, in via preliminare, un formulato sicuro ed efficace nel contrastare i sintomi legati all’insonnia, anche se complicati da disordini neurovegetativi e somatizzazioni viscerali.